domenica 17 novembre 2013

Fermati. E respira.

Trova la grande bellezza nelle piccole cose e assaporala fino in fondo.
La lentezza della colazione domenicale. Con i croissant al cioccolato affogati nel cappuccino. Perché qualcosa di così sublime vale più dei rotolini sui fianchi.
Un dito che indica il cielo e gli occhi persi in quel manto ceruleo, con Almost Blue di Chet Baker come sottofondo.
L'autunno fuori ed il calore del tuo bar preferito. Con una tazza di earl grey fumante e le risate della tua migliore amica, del tuo pezzo di vita. Perché a volte basta un messaggio su Whatsupp a far esplodere la felicità.
Ed io, in questa pigra domenica sera, lascio che i miei polmoni si riempiano  di questi momenti che fanno bene all'anima.









venerdì 15 novembre 2013

Difetti perfetti.

Perché chi l'ha detto che un difetto non possa essere un pregio?
Io e la mia mezz'ora canonica di ritardo. E le innumerevoli entrate a seconda ora causa sonno, quando fuori l'aria è gelata, mentre il piumone somiglia ad uno dei cieli del Paradiso dantesco, e no, non mi importa che a scuola si entra alle otto, io voglio dormire. Perché sono tanto pigra.
Il caos che mi circonda. Forse la mia professoressa di fisica vedendo la mia camera la userebbe per spiegare cos'è l'entropia, ma io preferisco abbandonarmi al disordine. Per pigrizia, per mancanza di tempo, per una scarsa attitudine a rientrare negli schemi, a colorare solo all'interno del bordo del disegno, a non scrivere mai fuori dal rigo. Perché ritrovare otto paia di calzini sotto il letto non è gradevole, ma non avere fantasia è anche peggio.
La fantasia può sfociare anche nel talento innato che posseggo nel creare film mentali che la Fox dovrebbe assumermi come sceneggiatrice, eh vabe', ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro!

Se i miei difetti fossero una stoffa, sarebbero un rotolo infinito lungo decine di chilometri.
Ma sarebbero un tessuto prezioso, una seta orientale che scivola addosso a chi la porta.
E sapete una cosa? Io di questi difetti ho deciso di vestirmene come se fossero un abito da sera firmato Valentino. E mi sento perfetta così, anche se magari mi sono dimenticata di pettinare i capelli.


giovedì 10 ottobre 2013

Lettera ad un papà. Al mio papà.

Alle tue braccia che mi hanno cinto.
Alle tue mani che hanno stretto le mie e poi lasciato andare via, correre veloce verso il mio futuro.
Alle tue parole che sanno come farmi ragionare, capaci di farmi spiccare il volo o al contrario evitarmi lo schianto.
Al tuo bacio della buonanotte, anche a miglia di distanza, anche solo nei pensieri.
A tutte le camicie che ti ho rubato. E anche alle nuove che ti ruberò. Al tuo profumo, unico tra mille. 
Alla mia costante K che porta il tuo nome. Al tuo carattere, uguale e contrario al mio, ma pur sempre perfetto.
Agli scontri. E agli incontri.
A te. Al mio papà.
Buon compleanno cuore mio.



giovedì 26 settembre 2013

We ♥ Kyenge

Ieri, 25 settembre 2013, ricorreva la "Giornata della memoria e contro la schiavitù". In quest'occasione, l'Università per Stranieri di Perugia ha ospitato un interessantissimo convegno dal titolo "Africa e mondializzazione" per discutere di questo tema sempre attuale.
Ci sembra quasi fuori luogo parlare di schiavitù oggi, nel civilissimo e modernissimo XXI secolo, ma forse non riusciamo a notare la fortissima somiglianza tra gli schiavi dei campi di cotone e i braccianti di quelli di pomodori.
Numerosi gli interventi da parte dei rappresentanti di tantissime nazioni africane come Congo, Senegal, Etiopia e Uganda, e punta di diamante della manifestazione il ministro dell'integrazione Cecile Kyenge.
Un discorso, il suo, di una poesia e di una retorica rare, ma allo stesso tempo lineare e tagliente come una lama.
«noi non abbiamo bisogno di difendere il nostro Paese con le armi: noi dobbiamo avere un'arma migliore, una corazza di diritti. [...] il trattamento peggiore è l'indifferenza; quando si dimentica, alcuni crimini ritornano.»

Delle parole che dovremmo appuntare tutti da qualche parte, perché non siano un semplice discorso ma un mantra con cui vivere.
Perché prima di infilarci il nostro abito da sera preferito, da Donne con la D maiuscola quali siamo, dovremmo indossare tutte, indistintamente dal nostro colore di pelle una "corazza di diritti".
Grazie Cecile <3.







mercoledì 11 settembre 2013

La magia delle prime volte.

C'è qualcosa di magico negli inizi, nelle prime volte.
Il primo bacio scambiato al buio, quasi rubato.
La prima sigaretta , aspirata troppo o troppo poco, bruciata in fretta o spenta a metà.
La prima volta, quella che non sarà mai la migliore ma avrà sempre il suo perché.
Il primo saggio, con le ginocchia che tremano dall'ansia. Ma che improvvisamente diventano forti e ferme appena parte la musica ed esiste solo il tuo corpo che si muove in simbiosi con le note, e ci sei solo te lì, a brillare di paillette, lustrini e, soprattutto, luce propria.
Il primo giorno di scuola, che vorresti fosse anche l'ultimo, ma allo stesso tempo che non finisse mai, perché è tra quei banchi che sei diventata la persona che sei ora.
La magia del lunedì, della nuova settimana che è sempre un nuovo capitolo di vita.
I lunedì e le diete mai iniziate, le promesse e le bugie raccontate per convincersi che sia il lunedì il giorno migliore per iniziare.
E gli inizi anticonvenzionali, quelli che non necessitano di aderire alle regole e iniziano così, in un grigio mercoledì di fine estate. Gli inizi in una piazza gremita di folla a cantare sotto un palco. O davanti a un treno, mano nella mano.
Non importa che giorno sia, l'importante è capire quando e con chi iniziare a colorare una nuova pagina della nostra vita.