giovedì 14 maggio 2015

Through the Looking-Glass

Guardarsi allo specchio. Talmente vicino da sembrare di voler passare attraverso esso. Vedere il riflesso della propria immagine da ogni angolazione pensabile e possibile. Scrutarsi, essere cercatrice di imperfezioni e difetti come se lavorassi alla catena di montaggio di me stessa. Lasciarsi trafiggere da quello stesso specchio cercando di distruggere ciò che mostra.

Dicono che la vanità sia un male. Ma non sanno che il vero male è ciò che spesso si cela sotto l'ostentata sicurezza di sé.


Quant'è facile parlare senza nemmeno sapere come ci si sente ad avere un mostro dentro di sé ed esserne gli stessi artefici.
Di quanto illusorio sia credere di averli stroncati, respirare, svoltare l'angolo e ritrovarseli di nuovo lì.

Perché i mostri - purtroppo - non muoiono mai.
O quasi.

lunedì 11 maggio 2015

Sangue dello stesso sangue.

Probabilmente la gravidanza rappresenta uno dei momenti più elevati della vita, in cui la biologia si sublima e si fa poesia – o magia, forse.
19 anni fa, per nove mesi, io e te siamo state una cosa sola – una l'essenza dell'altra. È ciò che ha reso la nostra interdipendenza indispensabile ed incondizionata. 
Legate da un'alchimia fatta di contraddizioni reciproche che ci hanno rese complementari come il nero e il bianco, mi hai impartito la lezione fondamentale della vita: stare al mondo.
Mi hai insegnato a camminare sulle mie gambe senza dovermi sorreggere a nessuno; a bastarmi, a non permettere a niente di farmi sentire una nullità perché noi siamo infinite e basta vedere i nostri fieri sguardi di una stirpe guerriera riflessi l'uno nell'altro per ricordarcelo.Per avermi resa quella che sono attraverso ciò che tu sei, per quel miscuglio di amore e coraggio, forza e tenerezza - che solo te sai dispensarmi.
Grazie, mamma.


domenica 19 aprile 2015

Noi tutti siamo parte dello stesso cumulo in decomposizione.

Quasi due anni fa, quando ci fu un'altra – ennesima – tragedia del mare, scrivevo qui di quanto mi sentissi fortunata ad essere nata nella sponda giusta del Mediterraneo, io che di questo mare mi sento figlia di cuore e di sangue, che so cosa c'è al di sotto di Lampedusa. 
Oggi, di fronte alle immagini dell'ennesimo barcone carico di disperazione che si è rovesciato in quello che una volta era il Mare Nostrum, percepisco chiaramente quella stessa sensazione. 
E allora prima di improvvisarci tutti esperti di politica internazionale e legislatori in materia d'immigrazione, ricordiamoci che siamo tutti uomini, ed è solo il fato a scegliere dov'è che nasciamo. 
Perché ad essere Charlie eravamo buoni tutti, ma nessuno riesce mai ad immaginarsi come un corpo senza nome e senza tomba la cui unica colpa è quella di aver tentato di trovare una vita degna di essere definita tale.

lunedì 23 marzo 2015

Ci sono silenzi

Ci sono silenzi che feriscono come migliaia di piccole schegge che ti colpiscono in volto.
Ci sono silenzi che ti stordiscono quanto il rumore di un'esplosione. 
Sono gli stessi silenzi che finiscono per seccare il cuore, lasciandolo arido come un deserto. Sono quei silenzi che si tenta di ignorare, di riempire di suoni vuoti, ma che alla fine ti scoppiano dentro, esasperandoti, annientandoti. 
E quando ti guardi allo specchio, puoi vedertele in faccia le cicatrici che ti hanno lasciato. 

In the end all you can hope for is the love you felt to equal the pain you've gone through

mercoledì 18 marzo 2015

How you'd have a happy life if you did the things you like.

La nobilissima arte del fare ciò che ci piace. Una roba per pochi. Non per me, sicuramente.
Quella sensazione piacevolissima, libidine pura, nel saper dire "no" - perché se qualcosa ci fa schifo niente e nessuno può costringerci a farlo, per di più se a discapito di ciò che ci piace veramente. La liberazione dal senso del dovere a favore di una forma di egoismo positivo che fa bene all'anima.
Perché in verità a volte fa comodo nascondersi dietro le imposizioni altrui -Dio mio quant'è comodo- e non darsi retta assumendosi le proprie responsabilità.

Tutti questi film mentali derivano dal fatto che sto per scegliere l'università e probabilmente sarei più serena se mi dicessero che a breve mi metteranno in croce o cose simili.
E' incredibile quanto tutte le belle parole, le belle idee che esprimiamo, si vanifichino quando siamo davvero davanti a un bivio.
Ciò che ci piace e ciò che piace a qualcun altro (madre-padre-mondo del lavoro-società-chicchessia)
Vorrei poter essere ciò che fino a pochi mesi fa credevo realmente di essere, una persona in grado di agire liberamente e senza condizionamenti, ma la cosa si sta rivelando decisamente più difficile di ciò che pensassi. Ma poi ci ho riflettuto, e prima di voler essere medico-ingegnere-astronauta-poetessa, ho capito che da grande vorrei essere felice.
E la felicità si raggiunge solo iniziando a prendersi le proprie responsabilità, con gioie e dolori, rischi e godimenti.

E niente, in bocca al lupo a chiunque si trovi nelle mie stesse condizioni, a prescindere dal bivio in cui si trova e dagli anni che ha sulle spalle.
A 20 anni come a 50, sappiate assumervi la responsabilità di essere felici.

domenica 17 novembre 2013

Fermati. E respira.

Trova la grande bellezza nelle piccole cose e assaporala fino in fondo.
La lentezza della colazione domenicale. Con i croissant al cioccolato affogati nel cappuccino. Perché qualcosa di così sublime vale più dei rotolini sui fianchi.
Un dito che indica il cielo e gli occhi persi in quel manto ceruleo, con Almost Blue di Chet Baker come sottofondo.
L'autunno fuori ed il calore del tuo bar preferito. Con una tazza di earl grey fumante e le risate della tua migliore amica, del tuo pezzo di vita. Perché a volte basta un messaggio su Whatsupp a far esplodere la felicità.
Ed io, in questa pigra domenica sera, lascio che i miei polmoni si riempiano  di questi momenti che fanno bene all'anima.









venerdì 15 novembre 2013

Difetti perfetti.

Perché chi l'ha detto che un difetto non possa essere un pregio?
Io e la mia mezz'ora canonica di ritardo. E le innumerevoli entrate a seconda ora causa sonno, quando fuori l'aria è gelata, mentre il piumone somiglia ad uno dei cieli del Paradiso dantesco, e no, non mi importa che a scuola si entra alle otto, io voglio dormire. Perché sono tanto pigra.
Il caos che mi circonda. Forse la mia professoressa di fisica vedendo la mia camera la userebbe per spiegare cos'è l'entropia, ma io preferisco abbandonarmi al disordine. Per pigrizia, per mancanza di tempo, per una scarsa attitudine a rientrare negli schemi, a colorare solo all'interno del bordo del disegno, a non scrivere mai fuori dal rigo. Perché ritrovare otto paia di calzini sotto il letto non è gradevole, ma non avere fantasia è anche peggio.
La fantasia può sfociare anche nel talento innato che posseggo nel creare film mentali che la Fox dovrebbe assumermi come sceneggiatrice, eh vabe', ogni cosa ha i suoi pro ed i suoi contro!

Se i miei difetti fossero una stoffa, sarebbero un rotolo infinito lungo decine di chilometri.
Ma sarebbero un tessuto prezioso, una seta orientale che scivola addosso a chi la porta.
E sapete una cosa? Io di questi difetti ho deciso di vestirmene come se fossero un abito da sera firmato Valentino. E mi sento perfetta così, anche se magari mi sono dimenticata di pettinare i capelli.